A Montpellier, con l’Under 16

Frequentazione e scambio, di competenze e conoscenze.
E’ con questo spirito che ogni anno il Rugby Rovato si adopera affinché i giovani possano vivere l’impagabile esperienza di potersi confrontare all’estero con i loro coetanei.
Fatta eccezione per l’Under 18, che il 20 giugno volerà in Sudafrica, la meta preferenziale delle giovanili è stata la Francia.
Lezioni di francese per tutte. Si va un po’ per prendere confidenza con la lingua, con il verbo rugbistico di quel Paese, e un po’ per la cultura, per la tradizione di quei luoghi dove il rugby fa parte del vivere quotidiano della gente.
Così, dopo l’esperienza vissuta dal minirugby a Tolosa e l’impresa compiuta a Metz dall’Under 14, capace di vincere il Challange Julien Lajoye, è arrivato anche il turno dell’Under 16, ospite nello scorso weekend del Montpellier Herault. E in questo caso, considerato il livello di gioco espresso dagli avversari, l’asticella si è alzata parecchio. D’altra parte lo stadio Yves du Manoir (Altrad Stadium) di Montpellier è la casa del club che attualmente guida il Top 14 e nel cui settore giovanile confluiscono i giocatori più promettenti del territorio. Immaginiamo l’emozione dei nostri ragazzi quando sono entrati negli spogliatoi dello stadio e hanno potuto immortalare quel momento, proprio davanti al posto riservato all’apertura degli All Blacks, Aaron Cruden.
L’occasione è capitata il sabato mattina quando i venti atleti che hanno preso parte alla trasferta, guidati dai tecnici Arnaud Brunelli e Vittorio Franzoni, sono scesi in campo per un allenamento congiunto con i pari età del Montpellier. La delegazione bresciana ha poi pranzato insieme con i giocatori, i genitori e lo staff della squadra avversaria. Nel pomeriggio l’atteso test match, un confronto articolato in tre tempi da venti minuti. Scontato il risultato favorevole ai Francesi, e c’era da aspettarselo, ma le considerazioni sull’esperienza maturata dai ragazzi del Rovato va ben oltre l’aspetto agonistico e, comunque, a ben guardare anche la prova sul campo non è stata affatto negativa, nonostante l’entità del passivo possa far pensare il contrario.
A sottolinearlo è Arnaud Brunelli. “Siamo rimasti in partita per un tempo intero, poi il Montpellier ha fatto la differenza. Quella francese è una squadra omogenea, tecnicamente livellata verso l’alto e completa in ogni ruolo, è ovvio che giochi con una velocità e un’intensità maggiori. Ricordiamo che si tratta a tutti gli effetti di una selezione che fa da riferimento a molte società della regione. Nonostante i 90 punti subiti abbiamo avuto la piacevole conferma che una parte dei nostri giovani avrebbe potuto giocarsela alla pari con gli avversari ma non possediamo ancora quella compattezza e quella solidità di squadra mostrate dal Montpellier. Abbiamo anche segnato due mete, non occasionali ma ben costruite e, soprattutto, abbiamo avuto modo di constatare che stiamo lavorando nel modo giusto perché le nostre metodologie di allenamento sono del tutto simili alle loro. La differenza è nei numeri, nella base dei praticanti ben più ampia”.
In senso lato nella tradizione e nella cultura rugbistica ben più radicata della nostra, che fanno della Francia uno dei Paesi di riferimento e di confronto per la crescita del nostro movimento.
Ma torniamo alla preziosa trasferta dei giovani Condor. La domenica è trascorsa tra la visita alla città e una gita al mare, prima di prendere la strada del ritorno.
La stagione non è terminata e l’Under 16 si prepara per affrontare al meglio gli ultimi impegni.

F.M.