RUGBY BRIXIA-RUGBY ROVATO 15-19 (15-6)
Impensabile, alla vigilia. La vittoria della neopromossa Rovato in casa del Brixia – espressione della sinergia tra Brescia e Franciacorta, due delle migliori interpreti dello scorso campionato – era ben lungi da qualsiasi pronostico. Eppure è accaduto. Il Brixia potenzialmente è una corazzata che però non possiede ancora una identità di squadra ben definita e ha smarrito man mano il filo del gioco e la concretezza, anche per delle scelte non sempre appropriate. Al Rovato va attribuito il merito di aver messo a nudo i limiti attuali degli avversari e di aver disputato una gara tatticamente perfetta, un match di contenimento – con pochissime sbavature – che ha sfiancato il Brixia trafiggendolo nell’ultimo quarto di gara, quando Volpini e soci hanno alzato il ritmo e Davide Brunelli ha segnato la meta del sorpasso.
“Siamo entrati in campo con la consapevolezza che per più di un tempo avremmo dovuto limitare i danni ricorrendo a una difesa solida e organizzata – ha spiegato coach Ceretti – inoltre ho chiesto ai miei di ribattere con calci tattici molto profondi all’interno del rettangolo di gioco per costringere gli avversari a risalire ogni volta il campo con un conseguente dispendio di energie. Nel finale loro ne avevano di meno e noi ne abbiamo approfittato per velocizzare il gioco e conquistare un successo tanto importante quanto inatteso”.
Prima del match, ad impensierire lo staff tecnico del Rovato era il paventato dominio del Brixia in mischia chiusa. Così non è stato, anzi Scarsi, Piovani e Xhafa hanno retto l’impatto della prima linea avversaria per l’intero incontro. E’ stata invece la rimessa laterale il tallone d’Achille che ha inaridito le fonti del gioco costringendo i rossoblù agli straordinari per arginare l’offensiva della squadra di casa che ha mantenuto a lungo il possesso e il dominio territoriale. Nonostante ciò la difesa del Rovato ha capitolato soltanto in due occasioni, quando la rolling maul del Brixia, possente e ben organizzata, ha varcato la linea di meta segnando con Sabatiello – uno degli ex in campo – e con Bertini. Il piede caldo di Guidi – due su tre dalla piazzola, nel primo tempo – ha permesso al Rovato di rimanere ancorato al match pronto a sfruttare, come puntualmente accadrà, ogni occasione favorevole. Il 15-6 con cui si è conclusa la prima frazione riassume la scarsa concretezza della squadra di casa, a lungo padrona del gioco ma incapace di cambiare passo.
Il Brixia non andrà più a segno. Continuerà ancora a menare la danza ma la stanchezza si farà sentire mentre il Rovato, che ha giocato di conserva, farà valere la maggiore freschezza fisica proprio nel finale, quando coach Ceretti chiederà ai suoi di alzare il ritmo e di dare il tutto per tutto. Nel frattempo Guidi aveva ulteriormente colmato il divario portando la squadra a sole tre lunghezze dal Brixia che di lì a poco subirà una doccia gelida. Basteranno pochi affondi nei “ventidue avversari” e alcuni rapidi ricicli dell’ovale per mettere Brunelli nella condizione di segnare all’altezza della bandierina. Sterili gli ultimi tentativi del Brixia conditi anche dall’ennesima palla sprecata. M.F.
BRIXIA: Ferrari; Pietroboni, Pratichetti, Belotti, Zaboni (5’s t Masgoutiere); Serra (5’ st Petitpierre), Carilli (20’ st Gintili); Rossini, Valtorta (12’ st Jacotti), Ospitalieri, Manenti, Amadei (15’ st Gavezzoli); Armantini (9’ st Saviello), Bertini, Sabatiello (9’ st Garofalo). All. Mandelli
ROVATO: Guidi; Franceschelli, Gandaglia, Cannizzaro (10’ st Brunelli), Veneruso; Furli, Tomasoni; Stefanini (8’ st Valtorta), Volpini, Conforti (1’ st Pozzaglio); Longhi (15’ st Belloni), Galli; Scarsi, Piovani, Xhafa. A disposizione; Stella, Ottaviani, Abbiatici. All. Ceretti
Arbitro: Piotr Walorek di Udine
Marcatori: 4’ cp Guidi (Rovato) 0-3; 21’ m Sabatiello (Brescia) 5-3; 27’ cp Ferrari (Brescia) 8-3; 30’ cp Guidi (Rovato) 8-6; 38’ m Bertini, tr Ferrari (Brescia) 15-6; 56’ cp Guidi (Rovato) 15-9; 67’ cp Guidi (Rovato) 15-12; 71’ m Brunelli, tr Guidi (Rovato)15-19
Note: cartellino giallo 62’ Saviello (Brescia); 800 spettatori.
Ph. Credit Stefano Delfrate


