50 Anni di Rugby Rovato – Il Viaggio del Condor

Nel 2026 l’A.S.D. Rugby Rovato 1976 celebra il 50° anniversario della propria fondazione. Un traguardo che la società ha scelto di vivere non come semplice ricorrenza celebrativa, ma come percorso tra memoria, sport e territorio.

L’immagine scelta per accompagnare questo cammino è quella del “Viaggio del Condor”, simbolo che da sempre identifica il Rugby Rovato nel proprio logo. Una metafora che richiama l’idea di un percorso fatto di tappe significative, ma mai definitivo. Nel rugby, come nella vita di una società sportiva, ogni meta rappresenta un passaggio verso una nuova sfida: i cinquant’anni diventano così un punto di riferimento da cui ripartire, con consapevolezza e responsabilità.
Il percorso simbolico del cinquantesimo ha avuto un primo momento significativo allo Stadio Olimpico di Roma, in occasione della partita inaugurale del Sei Nazioni Italia-Scozia, quando al presidente Giuseppe Pagani è stato consegnato il cap celebrativo da parte della Federazione Italiana Rugby (per tradizione il cap è il riconoscimento ufficiale assegnato a un giocatore per ogni partita internazionale disputata con la propria nazionale maggiore o semplicemente con la squadra del proprio club).
“La prima parola che mi vene in mente è orgoglio, sono orgoglioso di essere il presidente in questo momento storico del club, per me è una doppia emozione perché la mia famiglia è legata da sempre al Rugby Rovato alla cui gestione e crescita ha sempre cercato di assicurare il proprio contributo. Quella del Rugby Rovato è una storia collettiva e questo riconoscimento appartiene a tutti coloro che ne hanno fatto parte. Come presidente, e ancor più come padre, sono consapevole della responsabilità che abbiamo verso le famiglie che ci affidano i loro figli – la maggior parte dei nostri tesserati sono minorenni – ed è nostro dovere garantire loro un ambiente sano e sicuro in cui i valori formativi vengono ancor prima dei risultati sportivi. Solo così si possono costruire basi solide ed è questa la via per una società sportiva che vuol durare nel tempo”. Così, Giuseppe Pagani ha  introdotto l’evento inaugurale delle celebrazioni che è andato in scena mercoledì 25 febbraio presso la Club House dello Stadio “Giulio e Silvio Pagani”.

Cinquant’anni di storia: una serata di memoria, emozione e passaggio di testimone. La storia del Rugby Rovato non si è raccontata con una scaletta. Si è raccontata con le voci, con gli sguardi e con le mani che si sono passate un simbolo. Si è aperto così il percorso del 50° anniversario del Rugby Rovato 1976, con un evento diviso in due momenti: la presentazione ufficiale del calendario delle celebrazioni e, soprattutto, l’incontro dedicato ai pionieri della stagione 1976/77, cuore autentico della serata.
Infatti, dopo la conferenza stampa, la Club House si è riempita di volti, ricordi e attesa. Il discorso introduttivo di Giuseppe Pagani ha preso spunto da quell’avvio del percorso celebrativo iniziato simbolicamente il 7 febbraio scorso allo Stadio Olimpico quando aveva ricevuto dalle mani del presidente federale il cap, il riconoscimento ufficiale della Federazione. Quel cap è diventato il centro emotivo della serata. Giuseppe Pagani lo ha consegnato in teca a Giancarlo Baroni, primo capitano del Rugby Rovato. Baroni lo ha sollevato davanti al pubblico e, in un gesto semplice ma potente, lo ha passato all’attuale capitano Marco Galli. Un ponte tra generazioni, tra chi ha iniziato nel 1976 su un campo d’oratorio e chi oggi indossa la maglia bianco, rosso e blu. Da quel momento la scaletta ha smesso di essere un copione ed è diventata racconto. Guidati da Gianluca Barca, si sono alternati sulle panchine allestite a mo’ di zona palco – in perfetto stile rugby – i protagonisti delle origini: Elvio Simonato, Fausto Pagani, Flavio Pagani, Giancarlo Baroni, Gianbattista Botticini, Roberto Baresi, Diego Rivetti, Franco Muratori e David Cornwall.
Particolarmente intenso il racconto del professor Elvio Simonato, che ha ricordato come tutto nacque dall’esperienza del Liceo Calini – distaccamento di Rovato – e dalla volontà di non disperdere l’entusiasmo dei giovani impegnati nei campionati studenteschi. Fu quella intuizione a stimolare la nascita della squadra, gettando le basi di un percorso che, cinquant’anni dopo, continua a parlare al territorio.
Tra aneddoti, ricordi delle prime partite, episodi di spogliatoio e sorrisi condivisi, è emersa con forza l’identità di una società cresciuta senza mai perdere il legame con le famiglie e con i giovani.

È stato ricordato con commozione il primo allenatore Gigi Mondini, già scomparso, ma ancora presente nella memoria collettiva di chi ha vissuto quegli anni fondativi. Nel corso della serata sono stati proiettati i video saluti di Rima Wakarua, Matt Vaea, Fabio Turrisi, Rafael Romano, Massimo Borra, Marco Pisati e Francesco Filippini, testimonianze di come la storia del Rugby Rovato abbia attraversato generazioni, categorie e confini. La società ha inoltre lanciato ufficialmente una ricerca di fotografie e materiali storici: chiunque abbia immagini legate ai cinquant’anni del Rugby Rovato – anche solo per un periodo vissuto nelle giovanili – è invitato a condividerle scrivendo a 50@rugbyrovato.it, contribuendo alla costruzione di una memoria collettiva che appartiene a tutti. Durante la conferenza stampa sono stati annunciati anche i prossimi appuntamenti celebrativi, che accompagneranno l’intero anno con eventi sportivi, formativi e culturali, tra cui incontri con esponenti del mondo federale e tecnico – è prevista anche la visita del responsabile tecnico della Nazionale Gonzalo Quesada, atteso a Rovato il 20 maggio – momenti dedicati ai giovani e alle famiglie, oltre a iniziative sociali previste per l’autunno. Il percorso del cinquantesimo si svilupperà lungo tutto l’anno, nel segno della continuità. La serata del 25 febbraio non è stata solo una celebrazione del passato. È stata la dimostrazione che una storia iniziata nel 1976, su un campo semplice e con poche certezze, oggi è ancora viva, radicata nel territorio e capace di emozionare. Il viaggio continua…

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